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Restauro conservativo e digitalizzazione 3D: tecnologia e tradizione a confronto in un intervento sinergico

Restauro conservativo e digitalizzazione 3D: tecnologia e tradizione a confronto in un intervento sinergico

EdiliziAcrobatica S.p.A. Head Quarter 

Nel campo della conservazione e del restauro, l'integrazione tra tecnologia digitale e metodi tradizionali sta rivoluzionando il modo in cui le opere d'arte vengono recuperate e preservate. In questo articolo analizziamo il caso di una scultura danneggiata, il cui restauro ha coinvolto tecniche di digitalizzazione 3D, modellazione avanzata e prototipazione per la ricostruzione di parti mancanti.

La scansione 3D è ad oggi la tecnologia più veloce per la ricostruzione tridimensionale, ed è lo strumento a cui hanno pensato i restauratori direzionali Stefano Baggiani e Giada Vescovo di Acrobatica Group, azienda leader nel settore della ristrutturazione e dei lavori di restauro su corda,  in collaborazione con Measure 3D S.r.l., azienda di Roma con una esperienza ventennale nel servizio di acquisizione tridimensionale senza contatto e nella trasformazione dei dati in soluzioni digitali su misura, a supporto di progettazione, reverse engineering e controllo qualità.

L’Hotel Palace è una struttura alberghiera di lusso sorta nel 1906 sul terreno in cui sorgeva il Castello Maur, risalente al 1676. Dal 2005, grazie alla Proprietà, l’Hotel è oggetto di continui interventi di ristrutturazione e manutenzione. Da qui parte il progetto di restauro, che prende in carico i 12 putti decorativi del cornicione. 

Le 12 statue sono posizionate lungo il cornicione delle terrazze panoramiche dell’hotel, 6 putti nella parte anteriore dell’edificio e 6 putti nella parte posteriore.   

https://www.palace.it/images/boxes/la-storia/hotel-palace-storia.jpg

(Antica cartolina con facciata di ingresso dell’Hotel Palace)

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E:\Merano Hotel Palace PUTTI\hotel-palace-merano FACCIATA.jpg

(Hotel Palace OGGI)

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L’oggetto dell’intervento è un manufatto in malta, collocato sulla parte frontale dell’edificio.

 

La statua era compromessa da danni strutturali che ne avevano causato la perdita di alcune porzioni. 

 

(Scultura danneggiata prima del restauro)

L’esposizione prolungata agli agenti atmosferici ha causato un progressivo e disomogeneo deterioramento della materia di cui consta la scultura, con conseguente perdita di alcuni suoi elementi strutturali, in particolare le gambe. L'opera si trovava in uno stato critico e necessitava di un intervento di restauro che preservasse la sua integrità senza alterarne l’autenticità storica ed estetica.

Grazie all'impiego di sistemi di scansione 3D senza contatto a luce strutturata, modellazione digitale e stampa 3D, è stato possibile ricostruire fedelmente gli elementi mancanti, garantendo un ripristino rispettoso dell'opera originale.

   

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Fasi del Processo

1. Digitalizzazione 3D 

La prima fase del lavoro ha previsto la scansione tridimensionale della scultura mutilata

  

 

(Scultura danneggiata con proiezione di luce da scansione 3D)

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(Andrea Rosichini, di Measure 3D al lavoro sulla scansione della scultura. Scanner in azione sulla superficie della statua)

E di una gemella integra per ottenere riferimenti precisi.

  

(Danilo Salzano e Andrea Rosichini di Measure 3D S.r.l. a lavoro sulla scansione della scultura integra master)

(Scansione della scultura integra)

Con strumenti avanzati come il sistema di scansione ottico ZEISS ATOS Q è stato possibile ottenere una mesh dettagliata, da cui è stato elaborato un modello digitale preciso.

2. Editing e Modellazione 3D

Una volta acquisiti i dati della scultura, la porzione mancante è stata ricostruita digitalmente con software di modellazione 3D. 

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(Preview digitale della scansione della scultura con parti mancanti evidenziate)

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(Ricostruzione digitale in 3D delle gambe con riferimenti di ancoraggio)

(Modello 3D combinato della scultura con parti nuove e originali)

Questo passaggio di comparazione tra le due scansioni, quella della statua integra e quella mutilata, è stato cruciale per assicurare la coerenza stilistica e dimensionale della parte restaurata rispetto all'originale.

3. Prototipazione e stampa 3D

Grazie alla collaborazione dell’azienda M3D di Andrea Mastracci di Roma, specializzata in stampa 3D, è stato possibile ricostruire la parte mancante che è stata realizzata utilizzando materiale PET, opportunamente stuccato e rifinito per ottenere una texture compatibile con la superficie originale.

                 

(Modello stampato in 3D delle nuove gambe, vista frontale) (Dettaglio della base delle gambe stampate con texture)

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Il processo di levigatura ha migliorato la resa estetica, eliminando piccole imperfezioni della stampa 3D.

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4. Consolidamento e Stuccatura

Prima delle stuccature, è stato applicato un fissativo sull'intera superficie della statua, propedeutica per la fase successiva del restauro.

(Applicazione del fissativo sulla scultura)

Successivamente, la scultura è stata sottoposta a un intervento di stuccatura e consolidamento per preparare la superficie al restauro.

(Dettaglio della stuccatura sulle parti danneggiate)

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(Applicazione manuale dello stucco) (Retro della scultura)

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(Scultura sdraiata per facilitare la ripresa fotografica di tutte le stuccature)

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5. Assemblaggio con perni e fissaggio con adesivi

Dopo un accurato test di montaggio, la parte stampata in 3D è stata assemblata alla scultura originale utilizzando perni in vetroresina per garantire stabilità strutturale. Successivamente, il fissaggio è stato completato con l’applicazione di resine epossidiche bicomponenti, per assicurare un'integrazione solida e duratura.

    

(Perni inseriti nelle nuove gambe per l’assemblaggio e resina per incollaggio)

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(Dettaglio delle gambe stampate in 3D con segni di ancoraggio per il montaggio)

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(Dettaglio delle gambe stampate in 3D con segni di ancoraggio per il montaggio)

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(Sistema di trazione per il fissaggio delle nuove parti)

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(Visione laterale del sistema di tensione per l’assemblaggio definitivo)

 (Dettaglio dell’unione tra parte originale e ricostruzione 3D)

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6. Finitura cromatica e protezione

L’ultimo passaggio ha riguardato l’omogeneità visiva tra l’elemento aggiunto e la scultura, mediante trattamenti superficiali per riprodurre la patina dell’opera originale. Sono stati inoltre applicati prodotti protettivi idrorepellenti per garantire la durabilità del restauro nel tempo.

   

(Applicazione di coloritura)

 

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(Visione della scultura restaurata con finitura completa)

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Conclusione

Il restauro di questa scultura rappresenta un perfetto esempio di sinergia tra innovazione e tradizione. La digitalizzazione 3D e la stampa 3D hanno permesso di ottenere un'integrazione precisa, dimostrando come le nuove tecnologie possano essere alleate preziose nella conservazione del patrimonio artistico. 

Grazie a questa metodologia, è possibile preservare le opere d'arte in modo sostenibile, garantendo un futuro alle testimonianze del nostro passato.

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Baggiani Stefano

Vescovo Giada

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